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lunedì 11 novembre 2019

FAUDA E BALAGAN — il Blog di Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi

Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi

ALFREDO DE GIROLAMO - Dopo un lungo periodo di vita vissuta a Firenze in cui la passione politica è diventata lavoro, sono tornato a vivere a Pisa dove sono cresciuto tra “Pantere”, Fgci, federazione del partito e circoli Arci. Da qualche anno mi occupo di Servizi Pubblici Locali a livello regionale e nazionale. Nella mia attività divulgativa ho pubblicato i libri Acqua in mente (2012), Servizi Pubblici Locali (2013), Gino Bartali e i Giusti toscani (2014), Francesco in Terra Santa (2014), Riusi: da rifiuti a risorse! (2014), Voci da Israele (2015), Giorgio Nissim, una vita al servizio del bene (2016), Betlemme. La stella della Terra Santa nell’ombra del Medioriente (2017), How close to Bethlehem (2018), SosteniAMO l'energia (2018), Da Mogador a Firenze: i Caffaz, viaggio di una famiglia ebrea (2019). ENRICO CATASSI - Storico e criminologo mancato, scrivo reportage per diversi quotidiani online. Curatore del libro In nome di (2007), sono contento di aver contribuito, in piccola parte, ad Hamas pace o guerra? (2005) e Non solo pane (2011). E, ovviamente, alla realizzazione di molte edizioni del Concerto di Natale a Betlemme e Gerusalemme. - Insieme hanno curato i libri: "Gerusalemme ultimo viaggio"(2009),"Kibbutz 3000"(2011),"Israele 2013"(2013),"Francesco in Terra Santa"(2014).Voci da Israele (2015)

GB: da Corbyn una scelta coraggiosa pro-Brexit

di Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi - venerdì 12 luglio 2019 ore 15:53

Jeremy Corbyn

A Londra il leader dell’opposizione Jeremy Corbyn ha annunciato, finalmente, la svolta sulla Brexit, rompendo gli indugi e indicando l’intenzione di procedere con un nuovo referendum. È l’ora della verità per il “compagno” Corbyn che ha navigato in questi tre anni in un mare di evidenti contraddizioni: da una parte è sempre stato euroscettico e dall’altra ha tentennato per mantenere all’interno del partito laburista entrambe le anime, quella pro e quella contraria alla Brexit. Posizionando il partito in un limbo, ne carne ne pesce, che ha manifestato tutte le sue criticità, finendo per pagare in termini di consensi e popolarità. 

Le ragioni che hanno spinto Corbyn a propendere, una volta per tutte, per Bruxelles ovviamente sono il frutto, amaro, delle due recenti sconfitte elettorali di maggio: il tracollo nelle amministrative e il pessimo risultato delle europee. Con l’80% della base laburista apertamente convinta di voler restare nell’Unione, ma sino a ieri completamente inascoltata da Corbyn. Nel corso di questi mesi all’interno del partito oltre alla corrente moderata di Blair, tanti giovani e anche i sindacati hanno chiesto al leader di cambiare indirizzo e porre fine ad una ambiguità di fondo. 

A questo punto la sfida di Corbyn è far cadere il governo dei conservatori, impelagati nella scelta del sostituto della dimissionaria Theresa May. Che con molta probabilità avrà il volto del populista Boris Johnson, ex sindaco di Londra, amico sodale di Trump ed esponente di spicco dell’ala hard Brexit. 

Insomma, una partita quella di Corbyn che inizia con il condizionale. E soprattutto che dovrà essere giocata allargando il campo delle alleanze. Stando a recenti sondaggi per avere una maggioranza serviranno i voti di: liberal, verdi, nazionalisti scozzesi e fuoriusciti conservatori. Tutti uniti per impedire il divorzio da Bruxelles e aprire la strada ad un nuovo inquilino a Downing street.

Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi

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