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Martedì 17 Marzo 2026

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

Il terroir necessario per il vino del futuro

di Nadio Stronchi - Martedì 17 Marzo 2026 ore 08:00

Terroir è un termine francese che sta per indicare la carta di identita della vitivinicoltura: suolo, clima, vitigno. Poche parole e chiare: questi tre temini racchiudono la complessità della produzione dei vini; Il logo, il vitigno, l'indicazione DOP o DOCG, zona delimitata, il disciplinare di produzione in tutti i suoi aspetti qualitativi, poi c'è il clima e l'uomo con la propria inventiva, la sua meticolosità e l'osservanza delle regole enoiche e legislative, oppure l'uomo che non bada a nessuna regola e produce vino per guadagnare soltanto. Questi due aspetti hanno creato due enologie: una ufficiale e l'altra ufficiose. Quella che ci interessa di più è l'enologia ufficiale; Quella fatta di istituzioni pubbliche e di docenti di viticoltura ed enologia che ci danno indicazioni ben precise per superare le contraddizione e le difficoltà. Ci dicono che si produce troppo, stressa la pianta vite, si chiede troppo per ogni ceppo, che usare la vite resistente alle malattie (PIWI), non basta. Allora, occorre scegliere i terreni idonei alla vite (collina), fare sesti dìimpianto con più ceppi e meno frutto e rinnovare i vigneti molto più spesso. Poi, c'è la bestia “nera” del clima; andare più alti con i vigneti o protergerli dal sole diretto? Tutti questi cambiamenti si possono fare con chi ha risorse economiche notevoli o con istituzioni meno faraginose e elettoralistiche. Alcuni degli uffiziali dei palazzi di vetro sostengono che occorre differenziarsi con la produzione di vino da vitigni autctoni, però, perché non travano consensi commerciali qualificati? Perchè danno vini modesti, fatti salvi alcune eccezioni. Mica i problemi finiscono qui; Fatte salve delle zone che producono uve cresciute in equilibrio, molti altri vini sono altissimi di gradazione alcolica, altri si equivalgono con la qualità verso l'alto, ma che all'esame organolettico: all'olfatto sono molto spiritosi, al gusto “bruciano” la bocca e sono alquanto tannici. Ricordo le indicazione che mi dette l'enologo Piero Pittaro sulla qualità dei vini, e mi disse: caro Nadio, quando degusti un vino devi previligiare la FINEZZA in tutti i suoi aspetti, che poi, si tramuta in ARMONIA generale. L'enologia ufficiosa è fatta di imprenditori capaci e molto facoltosi, ma hanno ancora molti problemi con il clima; Loro che godano di una certa autonomia si devono sbrigare a fare dei miglioramenti strutturali. Come ebbi a dire tempo fa su questo giornale: in qualche modo devono andare più alti con i vigneti; Il meridiano del clima temperato si è spostato ancora di più verso nord, se prima era il nord Italia, ora è il centro Europa. Il “Teatro Naturale” della enologia è molto complesso è fatto di persone che sono comparse, ma anche di altre persone che sanno recitare in un “teatro” molto scenografico e ci nsegnano cultura e creatività. Il sottoscritto si considera una comparsa, ma fuori dal “teatro” perciò libero di osservare e azzardare delle considerazioni. Consapevole che criticare è comodo. “Se il mondo intero è una ribalta”. Viviamolo con rispetto critico. Vi voglio poporre un vino di 15% di alcol. E lascio a voi un giudizio.

Il Cru signifiva che è un vino ottenuto da un vigneto situato in un dato luogo dell'Azienda stessa. Il mio esame organolettico è il seguente. Colore: rosso rubino intenso con riflessi aranciati. Olfatto: deciso, spiritoso, persistente di frutti neri maturi in cui prevalgono i lampone e il mirtillo.Gusto: caldo, avvolgente, sentori di liquirizia, persistente a coda di pavone.

Nadio Stronchi

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