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Mercoledì 29 Aprile 2026

LE PREGIATE PENNE — il Blog di Pierantonio Pardi

Pierantonio Pardi

Pierantonio Pardi ha insegnato letteratura italiana all’ITAS “ Santoni” di Pisa fino alla pensione. Il suo esordio narrativo è stato nel 1975 con il romanzo "Testimone il vino" , ristampato nel 2023 sempre dalla Felici Editore, nel 1983 esce "Bailamme" (ristampato nel 2022 con Porto Seguro editore). Negli anni seguenti ha pubblicato come coautore “Le vie del meraviglioso” (Loescher,1966), “Il filo d’Arianna (ETS, 1999) e da solo “Cicli e tricicli” (ETS 2002), “Graaande …prof (ETS, 2005) e “Il baffo e la bestia” (ETS 2021), "Erotiche alchimie" (ETS,2024) e "La disgrazia di chiamarsi Lulù" (Felici Editore, 2024). Ha curato l’antologia “Cento di questi sogni” (MdS, 2016) ed è direttore editoriale della collana di narrativa “Incipit” (ETS)

Ugo Riccarelli "Il dolore perfetto"

di Pierantonio Pardi - Mercoledì 29 Aprile 2026 ore 08:00

Un‘ epopea familiare che si estende dalla fine dell’ 800 fino alla seconda guerra mondiale in un paesino della Toscana. Lo stile di Riccarelli si può accostare al realismo magico; il linguaggio è onirico, poetico e sospeso , mischia la narrazione fiabesca con la cruda realtà storica e quotidiana.

Ugo Riccarelli

Il dolore perfetto

[GALERY(09)]

Qui di seguito il plot, con incursioni narrative tratte dal romanzo.

E’da un Sud remoto, da una Sapri ancora fresca delle utopie e delle ferite del Risorgimento che arriva a Colle, in Toscana, il Maestro. Un giovane anarchico meridionale, riservato, severo che emigra da una civiltà contadina arcaica, immobile verso un’altra apparentemente identica; presto, però, questo giovane uomo animato dalla fede nell’utopia si rende conto che:

Certo, i contadini e la povera gente erano povera gente qui come dalle sue parti, ma i volti erano meno spigolosi, le facce più aperte al sorriso, quasi che la bellezza del paesaggio, la dolcezza dei poggi che digradavano verso una pianura tenera come una bambagia avesse mitigato anche i suoi abitanti (…)

E’ in questo luogo reale e fiabesco insieme che il Maestro unisce la sua vita a quella della vedova Bartoli che gli darà tanti figli, segnati da nomi emblematici come Ideale, Michail, Libertà e Cafiero e che lo sosterrà con il suo amore anche quando verrà il tempo della lotta, della fuga e dell’esilio:

L’amore avvolse la vedova Bartoli e il Maestro in modo talmente inevitabile che nessuno dal Colle fino alla Piana e oltre, si stupì mai di quell’unione che invece avrebbe potuto essere causa di pettegolezzi e chiacchiere d’ogni tipo, se non altro per la marcata differenza d’età degli amanti (…)

ed è in questo luogo che si svolgono le vicende della famiglia Bartorelli, i commercianti di maiali che da generazioni portano i nomi degli eroi dei poemi omerici e leggono l’Iliade e l’Odissea la sera attorno al fuoco oppure nelle aie e nei cortili,

i bimbi e le donne in religioso silenzio a immaginarsi battaglie e guerrieri, dei e ciclopi.”

Diverse e molteplici sono le trame che si intrecciano a partire da queste passioni, da queste famiglie dalla Toscana alla Svizzera fino in Oriente, dalle cannonate di Bava Beccarsis alla fine della Seconda guerra mondiale, dal sogno socialista a quello della macchina per il moto perpetuo, gli indomiti e indimenticabili personaggi si questa saga attraversano l’intera storia d’Italia che il dolore perfetto ci mostra attraverso la prospettiva illuminante di un microcosmo poeticamente ricostruito in ogni particolare e splendidamente descritto.

Non è la storia della politica, naturalmente, dei trattati e dei grandi eventi, ma i grandi eventi ci sono tutti. E non descritti per quel che furono, ma per quel che fecero – male, di solito -- alla gente. Le ribellioni, le guerre, gli eroismi, le carneficine, le epidemie e le carestie, la voce implacabile della Storia talvolta si sovrappone al rumore delle storie: ma solo talvolta, perché sono le storie che contano, l’avvicendarsi delle generazioni, le nascite, le morti, i tradimenti, i sogni, gli inganni e le riconciliazioni. E anche le apparizioni, i misteri, i fantasmi, quello che non si può spiegare. Realistico e fantastico, epico e quotidiano, questo romanzo è opera – mondo, il mondo che un tempo era e di cui noi siamo figli.

Gli eventi storici sono tanti… Adua , Bava Beccaris, la prima e seconda guerra mondiale e in mezzo il fascismo, l’epidemia di spagnola, ma tutto si coglie per i riflessi che questi hanno sulla vita comune dei personaggi di due famiglie così diverse tra loro, quella del Maestro anarchico che viene dal sud, al Colle, un luogo non ben definito della Toscana, reale e fiabesco insieme, e quella di Ulisse, commerciante di maiali. Anche i nomi hanno il loro peso e allora i figli del Maestro si chiamano Ideale, Libertà, Mikhail, Cafiero, nella famiglia Bertorelli invece ironicamente i nomi, oltre ad Ulisse sono Telemaco, Enea, Oreste…

Riccarelli fa rivivere la provincia italiana con un tocco di realismo magico, quasi da scrittore sudamericano e tanti personaggi delle due famiglie, costretti ad entrare nella storia e a pagare con la vita…tante vite…tante morti ...troppe, ma questo è il “rotolare della vita”, fatta di nascite e morti, matrimoni e tradimenti, guerre, carneficine.

Tanti eventi e tanti luoghi oltre al Colle, Sapri, la Svizzera e la Francia degli incontri anarchici, Adua, Milano, Stalingrado e un generico, favoloso, simbolico Oriente, in cui fugge Sole, figlio così diverso dal padre Ulisse, simile invece alla madre Rosa, che anche lei un giorno se ne va dalla ricca casa del Prataio con il medico dei balocchi e non tornerà mai più. E la bellissima figura dell’Annina, figlia di Ulisse e della Rosa, che sposa Cafiero, l’ultimo figlio del Maestro e della vedova Bertoli., elemento di unione tra le due famiglie pareva viaggiasse leggera tra questi due mondi distinti senza contrapporsi, senza afferrare la frattura che si apriva dentro una tranquillità che solo lei viveva.

Tanti personaggi, tante storie e il tema ricorrente del dolore Perfetto, ritornello dolente declinato in varie sfumature, dolore interiore più che fisico, dolore formativo, utile per affrontare la vita. Le cose son cose, hanno una vita loro, hanno forme, pensieri, età e persino colore. Siamo noi a dividere, a costruire barriere ad alzare, abbassare a dire che è perfetto.

Perfetto perché reale, strumento di conoscenza - in senso gaddiano - di noi stessi, degli altri, del mondo. Perfetto perché avvolgente come l’amore, la nascita, la morte. Il dolore perfetto del maestro per le ingiustizie del mondo. Il dolore perfetto di Annina quando scopre l’abisso tra i due mondi della Rosa e di Ulisse, due facce del mondo, materia e astrazione. merda e ragione con cui siamo fatti. Il dolore di Rosa che paragona la violenza sul maiale scannato al rovistare di Ulisse neo marito sul suo corpo, Il dolore assoluto e perfetto, che colpisce nel profondo del petto Bartolo ad Adua, mentre con altre centinaia come lui si avviava all’attacco, nella consapevolezza di essere carne da macello.

Il dolore assoluto del Maestro a Milano “davanti a quella gran moltitudine di gente offesa decisa a far valere la propria dignità” prima che Bava Beccarsi la prenda a cannonate.

Il Maestro alzò le braccia verso il cielo e con tutto il fiato che aveva in gola cercò di attirare l’attenzione della figlia e dell’amico. Mise la mano in tasca per estrarre il fazzoletto nero e rosso che lei gli aveva regalato.

  • - Libertà – urlò.

Il dolore profondo e perfetto di Annina che desidera così tanto Cafiero come non lo aveva mai provato , o quello sordo e perfetto di Annina, mentre portano via Cafiero, per seppellirlo. E l’altro ritornello del profumo di viole che accompagna nascite e morti e in particolare la nascita di Sole e di Annina.

Il tutto narrato con una prosa ricca di metafore, evocativa, musicale, malinconica, lirica, che ha il colore un po’ anticato del tempo della storia, ma che non disturba: è la magia della scrittura, leggera e intensa al tempo stesso, che trasforma un romanzo che di per sé, per l’intreccio così denso di eventi drammatici ,potrebbe scadere nel romanzo storico tradizionale in qualcosa di diverso e di magico.

Ugo Riccarelli, scomparso nel 2013, è stato capace come pochi di entrare nell’animo dei suoi protagonisti. Lo ha fatto magnificamente anche nel romanzo “L’ amore graffia il mondo” vincitore del Premio Campiello 2013.

Pierantonio Pardi

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