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Giovedì 10 Settembre 2026

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

​Equilibrio: (sostantivo) che con la vendemmia si usa sempre più frequente

di Nadio Stronchi - Giovedì 10 Settembre 2026 ore 08:00

2026, sulla qualità del vino nessuno si sbilancia. Come è difficile trovarlo! Una infinità di complicazioni ne fanno parte, ad iniziare dal nostro personale equilibrio. E come fare un pagliaio, occorre iniziare bene dalla base, altrimenti viene sgraziato e può cadere. L'equilibrio è composto di tante sfumature oggettive e soggettive; Essenziale è cercarlo sempre ad ogni cosa che pensiamo e facciamo. 

Il risultato finale non è mica sempre in sintonia, perchè le cause sono anche indipendenti dalla nostra volontà e capacità creativa. Entriamo nel nocciolo della concretezza: Il contadino-vignaiolo-cantiniere quando si era fatto un vigneto, possibilmente lo impiantava in un luogo adatto alla vite; La mezza collina o la collina di una certa altezza. Usava delle viti ormai provate alla qualità o altrimenti suggerite da amici(non sempre ottime). Il vigneto non era una cosa qualunque, era “adorato” dal contadino presupponendo che lo tenesse operando di “ricamo”. Il terreno sempre pulito, la vite protetta da insetti e funghi. Aspettava il periodo di vendemmia assaggiando gli acini se erano dolci. Il contadino sapeva che gli elementi naturali climatici erano i “registi” della filiera vitivinicola e il clima determinava l'EQUILIBRIO del risultato finale: dell'uva, della sanità, del mosto per avere un vino equilibrato. In mezzo ci stava tutte quelle azioni che completavano il “ricamo” personale. Risultato finale era offrire il vino ai consumatori che, taluni in modo esplicito, ti dicevano, in modo schietto, come era il vino se buono carente o se difettoso. 

Nel rinascimento, dice Andrea Bacci, umanista e medico del XIII sec, la qualità del vino si esprimeva secondo la qualità delle viti, il luogo e come si vendemmiava. Di solito il vino otteneva molto alcool a causa delle vendemmie tardive. Quello rosso molto colorito da conferirgli molti tannini e facendolo essere astringente, in alcuni casi allappante e allora era preferito quello bianco che era più armonico, non tannico, di conseguenza il più consumato. La pratica della povera gente era quella di annacquare il vino per due ragioni: una per averne di più e l'altra perchè era troppo alcolico; Mentre le classi agiate lo bevevano puro. Le vendemmie sono state fino alla fine dell'800 molto complicate, ma il frutto maturava con più equilibrio, in quel periodo il biologo Pasteur scopri il ruolo dei batteri negli alimenti e gli accorgimenti sul vino consenti di averne molto meno difettosi. 

Oggi la chimica e la biologia non possono fare molto nei confronti del clima esagerato: proteggere le uve dal sole diretto lasciando più fogliame, ma il calore eccessivo SQUILIBRA il terreno, pianta e frutto ed ecco che anche quest'anno 2026 le vendemmie nei TERROIR esposti alle complicazioni climatiche saranno complicate; Tanto complicate che l'ASSO-ENOLOGI preferiscono non fare dichiarazioni sulla qualità del frutto-uva. Certo! a livelli individuali è altra cosa; Se avete un amico viticoltore sincero vi dirà come è andata la vendemmia e alla fine sapremo le notizie in generale dal territorio, dalla regione e dal nazionale, che saranno molto diverse tra loro. Aggiungo una costatazione personale che si riferisce agli anni 1980, quando iniziai a fare ricerche sulla vitivinicoltura in Val di Cornia. Quella sui vini dei quali Luigi Veronelli mi disse: avete ORO (le uve) e le trasformate in ferro. 

Dunque, posso dire che nelle degustazioni dei vini di quel periodo, trovavo dei difetti ma, a favore avevano dei profumi di fruttato e floreali molto marcati che oggi, difficilmente trovo. Le ragioni? Secondo il mio personale giudizio è che le uve di quel periodo erano cresciute con molto più EQUILIBRIO trasmettendo al vino molti più profumi positivi (non a tutti i vini) Le vendemmie erano espletate, spesso, in modi discutibili. Dal 1980, il clima e cambiato molto in peggio e il troppo calore (brucia)( o impedisce) di avere certe qualità dell'uva, ha solo in favore degli zuccheri e dei tannini. Vini meno profumati e più alcolici. Qualcosa dovranno fare i produttori più facoltosi! Le istituzioni europee si sono mosse tardi, ma ora ci sono leggi e regole che permettono al produttore o alle loro associazioni di provvedere a fare vigneti migliori. Vi propongo un altro rosato, dell'az. Terradonnà, nel Comune di Campiglia Marittima. Vino che io preferisco perchè ha le qualità enoiche con la finezza e la freschezza del vino bianco e i profumi del vino rosso (in parte)

Nadio Stronchi

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