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martedì 10 dicembre 2019

Attualità sabato 21 marzo 2015 ore 10:55

"Riorganizzare il servizio della differenziata"

Lo chiede con fermezza Legambiente. Gentili: “Porta a porta e raccolta differenziata sono fondamentali per la riduzione dei costi e dei rifiuti”



GROSSETO — Legambiente ribadisce con forza che l'aumento della raccolta differenziata spinta dei rifiuti, porta a porta in primis, rappresenta la strategia e l'obiettivo principale da perseguire per la Maremma. Ringraziamo a tal proposito i cittadini che si stanno impegnando con grande energia e senso civico nelle aree del capoluogo e nei comuni che realizzano la raccolta porta a porta e non solo. È infatti grazie alla consapevolezza, la disponibilità e la dedizione dei cittadini che si riesce a raggiungere obiettivi di grande portata, come fatto in poco tempo da città non solo del nord Italia ma anche del centro come Ancona e del sud come Benevento, Salerno, Andria e Cosenza.


“La raccolta differenziata spinta permette innanzitutto di ridurre la quantità di rifiuti da avviare a smaltimento e di abbassare i costi – afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente -, oltre a favorire il riciclo e il riutilizzo dei rifiuti. Inoltre permette di abbattere sensibilmente l'ecotassa che altrimenti diviene un boomerang che si ritorce contro i cittadini. Occorre quindi eliminare i cassonetti stradali estendendo il porta a porta e la raccolta differenziata spinta a tutta la città di Grosseto, estendendo la raccolta dell’organico dove ancora non è presente. Bisogna intervenire in tutti i comuni per alzare la percentuale di differenziata dell’intera provincia, ancora troppo bassa. Allo stesso modo è importante che il Ministero dell’Ambiente riavvii il percorso per la definizione del sistema tariffario, abbandonato con il ritorno alla Tarsu, per premiare in modo efficace e in base alla produzione dei rifiuti differenziati la popolazione. La Maremma toscana non può più aspettare: un distretto che punta sulla tutela ambientale, sul turismo sostenibile e sull’agricoltura di qualità non può essere il fanalino di coda proprio sulla politica dei rifiuti e sulla raccolta differenziata. Una politica di questo tipo consentirebbe di raggiungere obiettivi strategici e virtuosi (70% di raccolta differenziata) in poco tempo (30 mesi), con benefici economici, ecologici e con lo sviluppo di una filiera del riciclo con importanti ricadute anche in termini occupazionali - prosegue la nota di Legambiente - Questa è la strada per ridurre drasticamente anche discariche e inceneritori, rivedendo l’accordo per le Strillaie che prevede una quantità troppo elevata di rifiuti indifferenziati, ma intanto è necessario che il Comune di Grosseto si adoperi con l’Ato e con il nuovo gestore per dare vita prima possibile alla riorganizzazione del servizio di raccolta differenziata per la città e per tutte le frazioni che fanno parte del Comune. È una questione di civiltà, di etica e tutela ambientale, e per questo Legambiente chiede agli amministratori della Maremma di farsi carico con responsabilità di portare avanti questo percorso applicando anche alla Maremma il modello virtuoso presente in molte realtà italiane ed europee che fa della raccolta differenziata spinta la priorità".



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