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Attualità Giovedì 20 Agosto 2026 ore 11:00

Sulle spiagge 221 rifiuti ogni 100 metri

rifiuti in spiaggia
Foto di repertorio

E' Arpat a fornire i dati sui rifiuti spiaggiati censiti sull'asse costiero toscano monitorando 5 punti. Plastica e mozziconi i più frequenti



TOSCANA — Sono specialmente plastica e mozziconi, ma soprattutto sono in media 221 ogni 100 metri di spiaggia: in questione ci sono i rifiuti spiaggiati identificabili che Arpat ha censito con regolarità monitorando 5 punti sull'asse costiero toscano dalla Versilia in giù.

Il dato si riferisce alla media rilevata fra il 2021 e il 2025 e non è proprio del tutto esaustivo: "A questo - sottolineano infatti gli esperti dell'Agenzia regionale toscana di protezione ambientale - dobbiamo aggiungere che alcune categorie di rifiuti, come i frammenti plastici non identificabili, sono risultate quasi sempre molto abbondanti, tanto da rappresentare mediamente più del 30% dei rifiuti censiti, presentano una relativa incertezza sia nel conteggio (spesso, ad esempio, si trovano accumuli con sovrapposizione dei singoli pezzetti), sia nella classificazione e nella possibile provenienza". 

Ma insomma, per rimanere nell'ambito dei rifiuti identificabili ecco i risultati medi rilevati nell'arco di tempo 2021-2025 dai tecnici Arpat nel corso dei due monitoraggi annui effettuati nell'ambito della Strategia Marina.

  • Forte dei Marmi mostra i valori medi più elevati di rifiuti totali (circa 418 oggetti/100 m), con una composizione caratterizzata da elementi frequentemente associati alla fruizione turistico-balneare, quali mozziconi di sigaretta, imballaggi alimentari, borse per la spesa e altri prodotti di consumo, che più difficilmente possono essere trasportati dalle correnti marine;
  • Marina di Vecchiano presenta concentrazioni relativamente elevate (circa 231 oggetti/100 m), ma con una composizione più eterogenea, nella quale le categorie prevalenti sono tappi e bottiglie di plastica, cioè rifiuti compatibili sia con apporti da terra sia con trasporto e accumulo da parte delle correnti marine. Il sito potrebbe, quindi, rappresentare una situazione intermedia, con un turismo balneare non eccessivo, senza una manutenzione assidua (siamo all’interno del Parco regionale di Migliarino San Rossore), ma con una possibile influenza della vicina foce del Serchio e degli apporti provenienti dal mare;
  • Marina di Castagneto, Piombino e Collelungo mostrano caratteristiche simili, con concentrazioni significativamente più basse (rispettivamente di 152, 167 e 139 oggetti/100 m) ed una composizione dominata da cotton fioc e tappi di plastica e altri materiali riconducibili al trasporto e all’accumulo marino, con l’aggiunta, per Piombino, di mozziconi di sigarette, probabilmente legati alla vicinanza alla zona urbana ed industriale.

I tecnici Arpat durante i rilevamenti

I tecnici Arpat durante i rilevamenti

La mappa dei punti di monitoraggio e gli esiti dello stesso mostrano grande variabilità che dipende dalla presenza antropica, dalla protezione dei siti, dalla pressione generata dai volumi di presenza turistica.

Che fare? Secondo Arpat le azioni necessarie per contrastare il fenomeno sono sostanzialmente due: campagne di sensibilizzazione che orientino i cittadini a comportamenti più responsabili e contrasto alla diffusione dei cotton fioc: "Sebbene la commercializzazione dei cotton fioc con bastoncino in plastica sia stata vietata in Italia dal 2019, la loro persistenza in acqua testimonia criticità nella gestione dei rifiuti indifferenziati, delle reti fognarie e delle acque reflue e la necessità di proseguire con le attività di educazione ed informazione rivolte ai cittadini", è la riflessione degli esperti.

Più in generale: "La riduzione dei rifiuti che arrivano sulle spiagge ed in mare richiede un insieme di interventi sulle diverse fonti di pressione: dalla prevenzione della dispersione dei rifiuti nelle aree urbane e turistiche alla limitazione dei prodotti monouso, fino al contenimento degli apporti provenienti dai corsi d’acqua e dal mare".


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