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Attualità mercoledì 03 luglio 2024 ore 19:10

Allarme inquinamento per le foci di fiumi e fossi

I risultati presentati da Legambiente al termine della tappa toscana di Goletta Verde. Fuori dai limiti 13 campioni su 20



TOSCANA — Se il 95% delle aree di balneazione toscane si trova in stato "eccellente", come sottolineato dal Direttore generale di Arpat Pietro Rubellini, meno bene vanno i campioni raccolti dai volontari di Goletta verde alle foci di fiumi e canali.

Dei 20 campioni raccolti in Toscana, 15 in foce di fiumi o canali e 5 a mare, 13 sono risultati fuori dai limiti di legge. E' quanto emerge dai dati di bilancio sulla qualità delle acque presentato oggi nell'ambito della 38esima edizione della campagna di Legambiente, in occasione della giornata conclusiva della sua tappa in Toscana.

I campionamenti in Toscana sono stati effettuati dai volontari e le volontarie di Legambiente tra il 17 e il 19 Giugno, mentre le analisi sono state eseguite da due laboratori di Calenzano e Follonica. I parametri sono microbiologici e indagano la presenza di enterococchi intestinali ed Escherichia coli.

"10 punti - si legge in una nota di Goletta Verde- sono stati giudicati fortemente inquinati, in quanto i campioni superano di più del doppio i limiti normativi considerati, 3 invece hanno avuto il giudizio di inquinato".

"Andando nel dettaglio - spiega Goletta Verde- tutti e quattro i punti in provincia di Massa Carrara sono risultati fortemente inquinati: la foce del torrente Carrione alla Marina di Carrara, il torrente Lavello in località Partaccia e il fiume Brugiano verso la località Ronchi, entrambi nel comune di Massa, la foce del fiume Versilia in località Cinquale, a Montignoso. Stesso giudizio per entrambi i punti in provincia di Lucca, alla foce del fosso Fiumetto a Marina di Pietrasanta e del fosso dell’Abate al Lido di Camaiore. Inquinato è risultato il prelievo effettuato alla Marina di Pisa, alla foce del fiume Arno, mentre fortemente inquinato risulta quello alla foce del canale scolmatore in località Calambrone, sempre nel comune di Pisa. In provincia di Livorno, sulla terraferma, è risultato entro i limiti il punto alla foce del fiume Cecina nell’omonimo comune e fortemente inquinato il punto preso a mare, antistante allo scarico di via Salivoli, alla marina di Salivoli, Piombino. Sono 6 i punti in provincia di Grosseto, due di questi risultati fortemente inquinati, la foce del Gora a Follonica e la foce del fosso Tagliata Etrusca, ad Ansedonia; la foce del fiume Osa a Fonteblanda, nel comune di Orbetello, ha ricevuto il giudizio di inquinato, mentre sono risultati entro i limiti i punti alla foce del Bruna a Castiglione della Pescaia, la foce del fiume Albegna alle Bocche di Albegna, nel comune di Orbetello, il campione prelevato in spiaggia, di fronte al canale, tra le località Poggio Pertuso e Cala Galera nel comune di Monte Argentario".

Spostandosi all’Isola d’Elba, prosegue Goletta Verde, "E' risultato inquinato il campione prelevato sulla spiaggia presso il moletto del pesce a Marciana Marina". Entro i limiti, invece, gli altri prelievi, effettuati alla foce unica dei fossi di Mola, a Capoliveri, al fosso della Madonnina, in località Punta della Rena a Portoferraio e alla foce del fosso Galea/La Pila, in località La Foce a Campo nell’Elba.

“Nonostante la situazione sia stazionaria rispetto allo scorso anno, le foci dei nostri fiumi (specie nella conurbazione apuo-versiliese) continuano a presentare forti criticità che non possono non preoccuparci – dichiarano Fausto Ferruzza e Federico Gasperini, rispettivamente Presidente e Direttore di Legambiente Toscana. - Le istituzioni devono lavorare per risolvere dei problemi che ormai sono diventati cronici. Da questo punto di vista, ci auguriamo che si inizi a migliorare da subito il sistema depurativo della Toscana, in modo tale da preservare concretamente la qualità delle nostre acque costiere”.

Alla presentazione dei dati hanno preso parte anche il direttore generale e il direttore tecnico di Arpat Pietro Rubellini e Marcello Mossa Verre.

“Il 95% delle aree di balneazione toscane - ha dichiarato il Direttore generale Rubellini - è eccellente. La Toscana è dunque da considerarsi tra le prime regioni per la qualità delle acque dell’intera penisola. Dal monitoraggio effettuato in questi tre mesi dall’Agenzia non emerge al momento un peggioramento della qualità rispetto alla stagione scorsa”.

“Come già osservato nelle ultime stagioni – prosegue il direttore - confrontando i nostri dati con quelli del Lamma, osserviamo come si debba imparare a convivere con nuovi fenomeni caratterizzati da eventi improvvisi, intensi e localizzati, che non costituiscono più un’eccezione come nel passato e richiedono, oggi, una pianificazione di interventi strutturali. Questi fenomeni, infatti, aggravano la situazione di deficit depurativo alla base di molti degli episodi di inquinamento e conseguenti divieti di balneazione. Il tema degli impatti dei cambiamenti climatici sui corpi idrici e quindi anche sulle acque di balneazione deve costringere tutti quanti noi, dalle istituzioni ai cittadini, a trovare e mettere in atto soluzioni che permettano di adeguarci a nuovi regimi idrologici così da limitare e prevenire questi impatti e garantire il massimo della resilienza rispetto agli effetti del cambiamento climatico”.


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