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Attualità lunedì 08 giugno 2015 ore 16:08

Prospettive nella filiera casearia di qualità

Un buon esempio delle pratiche produttive alimentari maremmane: riduzione della Carbon footprint e riduzioni delle emissioni in fase di produzione



MANCIANO — La differenza tra un prodotto e un prodotto di qualità passa non solo dagli ingredienti ma anche dalle pratiche di produzione e dalle innovazioni che vengono messe in campo senza però trascurare la tradizione. Un esempio di eccellenza da questo punto di vista è il Caseificio sociale di Manciano, che ha elaborato un programma d’azione per la riduzione e la mitigazione delle emissioni di gas serra dopo che, attraverso un approfondito studio, è stata valutata la Carbon Footprint di una forma di pecorino Toscano Dop.

La Carbon footprint di un prodotto è un indicatore sintetico che misura, attraverso la metodologia Lca (Life Cycle Assessment), le emissioni di gas ad effetto serra (CO2, CH4, HCFC, etc.), attribuibili a un prodotto o un servizio lungo il suo intero ciclo di vita (dalla produzione delle materie prime al fine vita del prodotto).

Inoltre ha anche realizzato il pecorino toscano Doc amico del cuore: un formaggio che non fa aumentare il colesterolo, prodotto con solo latte di pecora toscana. Il suo segreto riguarda infatti l’inserimento dei semi di lino, ricchi di Omega3, nell’alimentazione degli animali. Il latte così prodotto si arricchisce di acidi grassi riducendo il colesterolo cattivo. Oltre a questo ha installato un impianto fotovoltaico e migliorato la gestione delle celle frigorifere per ridurre le emissioni di anidride carbonica.



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