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venerdì 18 ottobre 2019

Sport domenica 22 novembre 2015 ore 18:06

Panchina vietata a down: "Deficit culturale"

Per l'associazione Il Faro è ingiusto precludere esperienze ritenute non alla portata di un down, decidendo per loro cos’è giusto e cosa non lo è



ORBETELLO — La spiacevole vicenda, che ha visto protagonista l’allenatore del Pallavolo Orbetello e il figlio down Matteo, ha smosso molti animi. Sull’argomento interviene anche Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione Il Sole di Grosseto.

“Vorrei evitare il sensazionalismo, convinto che sul terreno dei diritti delle persone con disabilità bisogna scongiurare i toni retorici. Per essere rispettosi delle persone di cui si parla, soprattutto quando non sono completamente in grado di autodeterminarsi. - spiega Frascino - Impedire a un ragazzo con la sindrome di down di sedere in panchina durante una partita di palla a volo, confligge prima di tutto con il buon senso, non c’è dubbio. Quel buon senso troppo spesso sottovalutato, e che tanti piccoli e grandi problemi contribuirebbe a superare se fosse esercitato”.

“Nel caso di Matteo, tuttavia, mi sembra ci si sia spinti oltre la semplice ottusità. Nell’atteggiamento degli arbitri leggo, infatti, una volontà discriminatoria precisa, - sottolinea - non a caso esplicitata ricorrendo all’argomentazione del rispetto delle regole della Fipav”. Il coach della Pallavolo Orbetello aveva chiesto una derega per Matteo, concessagli iscrivendolo a ruolo come dirigente.

“Le regole che sono una garanzia per tutti, anche per le persone con disabilità come Matteo, sono state quindi paradossalmente utilizzate come leva per una discriminazione. - prosegue Frascino - Dietro questa perversione dei mezzi, c’è il vero problema di un deficit culturale che continua a penalizzare le persone disabili, specialmente quelle con disabilità psichica e intellettiva. E cioè precludergli esperienze che la vulgata ritiene non siano alla loro portata, decidendo quindi per loro cos’è giusto e cosa non lo è”.

Questo gesto insegna più di mille parole. Il papà di Matteo, ovvero l’allenatore della squadra, è stato sospeso per una giornata per aver contestato questa decisione, piuttosto il presidente dell’associazione Il Faro chiede alla Fipav della Toscana di sanzionare il comportamento dei due arbitri.



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