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Sport mercoledì 08 gennaio 2020 ore 16:39

Offese razziste allo stadio, lettera alla Lega

L'Usg Urbino Taccola, squadra di Uliveto Terme

A firmarla sindaco e vicesindaco, dopo le offese ricevute da alcuni giocatori dell'Usg Urbino Taccola durante una partita di Promozione a Orbetello



VICOPISANO — "Non si può transigere su episodi razzisti e discriminatori" è l'appello lanciato dal sindaco Matteo Ferrucci e dal vicesindaco con delega allo sport, Andrea Taccola, in una lettera inviata al presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, e al presidente del Comitato Regionale della LND, Paolo Mangini. La lettera fa seguito all'episodio di razzismo avvenuto durante l'incontro di Promozione tra San Donato Acli e Usg Urbino Taccola di Uliveto Terme. Vittime alcuni giocatori di quest'ultima ("Offese razziste a quattro nostri giocatori").

Di seguito la lettera inviata da Ferrucci e Taccola.

"Egregi Presidenti, vi scriviamo, in nome e per conto dell'Amministrazione Comunale, in merito all'episodio di razzismo verificatosi durante la partita San Donato Acli-Urbino Taccola, due squadre che militano in Promozione Toscana Girone C, giocata lunedì 6 gennaio 2020 a San Donato, frazione di Orbetello, in provincia di Grosseto.

La ricostruzione dei fatti. Nell'Urbino Taccola, squadra di Uliveto Terme, nel Comune di Vicopisano, in Provincia di Pisa, militano quattro giocatori neri: Filippo Laniyonu, italiano, Dicko Makhmadane, originario del Senegal, Sidi Mohamed Coulibaly e Bourama Ribery Dembelé, originari del Mali. Perfettamente inseriti nella nostra comunità, oltreché in squadra, e punto di riferimento per i loro compagni, i quattro giocatori sono stati bersagliati, durante la suddetta partita, da insulti razzisti, provenienti sia dagli spalti e dai tifosi che da alcuni giocatori del San Donato Acli in campo. Tanto che un sostenitore del San Donato si è avvicinato ai sostenitori dell'Urbino Taccola dicendo che si vergognava di quello che stava accadendo. Una situazione veramente grave e incresciosa che ha provocato amarezza non solo nei quattro giocatori, ma nella squadra, nella società e nella comunità, molto legata all'Urbino Taccola e a questi ragazzi, alcuni peraltro con storie di vita davvero difficili e che hanno trovato anche nel calcio una forma di interazione e di inclusione importanti.

Come Amministrazione crediamo profondamente in questo, nello sport come “luogo” di partecipazione, di apertura, di inclusione, di lealtà, di espressione di valori, di crescita. E sappiamo bene quanto li promuova la LND.

Come il presidente Sibilia ha sottolineato: “Il movimento dei Dilettanti possiede gli anticorpi al razzismo, lo dimostrano le azioni concrete messe in atto dalle nostre società e dai nostri dirigenti che hanno sempre condannato prontamente ogni forma di discriminazione solidarizzando con le vittime, ma soprattutto condannando i colpevoli, sia che fossero propri tesserati o semplici sostenitori. Ciò è possibile grazie all'impegno costante della LND nel contrasto al razzismo e alla consapevolezza del ruolo sociale e culturale che i club dilettantistici sono chiamati a svolgere in ogni angolo d'Italia.”

Consapevoli del “ruolo sociale e culturale che i club dilettantistici sono chiamati a svolgere”, per riprendere le parole del presidente Sibilia, e della necessità di contrastare immediatamente e con forza ogni forma di discriminazione e razzismo che “inquinino” la bellezza delle partite e l'atmosfera di festa che si crea sugli spalti (dove sono presenti intere famiglie, bambini e bambine che hanno bisogno di modelli e di buoni esempi, non certo di assistere a deprecabili episodi razzisti di offese rivolte ad alcuni ragazzi, per il colore della loro pelle) ci uniamo alla società dell'Urbino Taccola nel domandare, rispettosamente, a voi e alla Lega quanto segue.

- Una lettera di scuse da parte della società del San Donato Acli ai quattro ragazzi offesi e di richiamo ai tifosi e ai giocatori che si sono comportati in modo veramente inqualificabile e in contrasto con i principi dello sport e del vivere civile.

- L'obbligo, da parte dell'arbitro, di interrompere la partita in caso di cori e offese razzisti e discriminatori (come accaduto, ad esempio, durante la recente partita del Brescia contro la Lazio, per i cori razzisti contro Balotelli).

- La lettura, all'inizio di ogni partita, del discorso che viene letto sia all'inizio delle partite della Lega Nazionale Professionisti che ogni volta che viene interrotta la partita a causa di un comportamento razzista e discriminatorio.

- Auspichiamo, inoltre, che in circostanze simili, sia valutata attentamente la possibilità di dare la partita vinta a tavolino alla squadra che subisce cori, offese e gesti razzisti e discriminatori. Riteniamo, infatti, che oltre a un lavoro di tipo culturale siano necessari, per arginare questo tipo di brutti fenomeni, provvedimenti decisi e forti, che siano anche un chiaro monito a non ripeterli mai più.

Pensiamo, infine, che la Lega Nazionale Dilettanti abbia un ruolo ancora più decisivo e doveri ancora più stringenti nel contrasto alle discriminazioni e al razzismo rispetto alla Lega Nazionale Professionisti perché le squadre fanno parte di comunità più piccole che dovrebbero sempre essere coese nel sostenere i ragazzi, la loro passione e il loro impegno, facendo sentire loro calore e vicinanza.

Sì al tifo, bello, divertente e colorato, no al razzismo e alle discriminazioni!

Confidiamo in un accoglimento delle istanze presentate e vi ringraziamo per la vostra attenzione".



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