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martedì 25 settembre 2018

Cronaca giovedì 16 febbraio 2017 ore 19:10

Un raptus di follia e poi lo strangolamento

A dirlo è il legale del 70enne accusato di omicidio volontario aggravato. Ed è lo stesso legale a ricostruire le ultime 24 ore dell'uomo



MONTE ARGENTARIO — Alberto Novembri, il 70enne di Porto Santo Stefano che ha confessato di aver ucciso la moglie Edwige Anna Costanzo, è in carcere accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo della parentela. 

L'uomo è stato interrogato nel pomeriggio dal pm e ha confessato tutto. Per il legale del 70enne è stato un raptus di follia, forse giunto al culmine di una lite, che ha spinto il suo assistito a strangolare la moglie con il cavo del computer. 

Sul movente il legale Roberto Cerboni osserva: "Credo che ci fosse latente una depressione da parte della donna, dovuta probabilmente ai rapporti con i suoi figli. - ha osservato il legale Robero Cerboni riguardo al movente - Ma è stato un attimo di follia. L'uomo stava infatti venendo a Grosseto per costituirsi". 

Novembre, infatti, è stato trovato dai carabinieri sul treno Roma-Pisa dopo che non si avevano più notizie di lui da ieri pomeriggio (leggi l'articolo correlato). E su questo l'avvocato ha dato ulteriori informazioni. "E' andato subito a Roma nella serata di mercoledì, poi è tornato a Grosseto e ha passato la notte alla stazione, al freddo. Stamani è tornato a Roma e poi ha deciso di tornare a Grosseto per costituirsi. E' stato lui a dare indicazioni alle forze dell'ordine che l'hanno fermato a Capalbio".



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