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venerdì 19 luglio 2019

Attualità lunedì 08 giugno 2015 ore 15:38

Città in lutto, è morta Cinzia Biagiotti

Dopo una lunga malattia si è spenta la professoressa di lingue e letterature anglo-americane dell'Università di Pisa. Aveva 59 anni, era di Grosseto



GROSSETO — Nella sua produzione, accanto a numerose traduzioni e edizioni critiche di opere poetiche e narrative di scrittori nativi (si ricordano, tra gli altri, Leslie Marmon Silko, James Welch, Joy Harjo), spicca l'unica monografia italiana dedicata alla produzione letteraria di Tillie Olsen, dal titolo Silenzi infranti. La scrittura di Tillie Olsen, e il volume Figlie di Pocahontas. Racconti e poesie delle indiane d America.

L'attività scientifica di Biagiotti, inizialmente indirizzata allo studio della tradizione orale nella letteratura australiana, si è successivamente concentrata sulla cultura americana contemporanea, con particolare riguardo alle questioni di genere e alla letteratura delle minoranze.

Nata a Grosseto, Biagiotti si era laureata nel 1981 in lingue e letterature straniere presso l'omonima Facoltà dell'Università di Pisa e aveva quindi conseguito il titolo di dottore di ricerca presso l'Università di Firenze. Dopo un periodo di insegnamento negli istituti di istruzione superiore, era stata docente d'italiano al'University of Maryland e alla University of California Davis. Ricercatrice dal 1994, era stata titolare dell'insegnamento di lingue e letterature anglo-americane nei corsi magistrali della sua facoltà d'origine e più di recente nel Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica.

"Chi ha avuto la fortuna di frequentare le lezioni della professoressa Biagiotti - hanno scritto gli studenti del Dipartimento - ha colto una grande occasione: studiare per il suo esame comportava l'acquisizione di nuovi occhi con cui guardare la nostra società. Gli occhi degli indiani d'America, delle donne, degli sconfitti dalla Storia, di tutti quegli 'ultimi' a cui lei si sentiva particolarmente vicina non per maternalistica compassione, ma per sincera empatia. Forse è per questo che amava così tanto starci accanto, vederci crescere, sperando di comunicarci l'importanza di un valore che spesso riassumeva in un motto: keep on keeping on. Un invito a resistere, a non perdere per strada i nostri ideali e la nostra energia. Anche oggi, in questo momento di profondo dolore, avrebbe voluto vederci usare questa energia per mettere da parte la tristezza e ricordare con allegria una mentore e un'amica, che rimarrà per sempre una fonte d'ispirazione per tutti noi" .



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