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Attualità lunedì 23 novembre 2020 ore 19:09

Liberata in mare la tartaruga Erika Cegia - VIDEO

tartaruga marina che va verso il mare
La tartaruga marina mentre va verso il mare

La tartaruga marina era stata recuperata nel mare dell'Elba in difficoltà. Curata al Centro di recupero di Talamone e poi trasferita a Livorno



LIVORNO — Storia a lieto per “Erika CeGia”, la tartaruga Caretta caretta curata presso il Centro di Recupero e primo soccorso di Talamone gestito dal Parco Regionale della Maremma, e trasferita il 17 settembre scorso presso l’Acquario di Livorno, dopo un primo tentativo di rilascio, per monitorarne le capacità di diving. La tartaruga “Erika CeGia” infatti questa mattina è stata rilasciata in mare dalla spiaggia de I tre ponti di Livorno (vedi il video in fondo all'articolo).

“Erika CeGia”, come spiega l'Arpat in una nota, chiamata così per ringraziare chi l’ha soccorsa, era stata recuperata lo scorso 28 luglio dopo che la Capitaneria di porto di Portoferraio aveva avvertito i biologi del settore Mare di Arpat dell’avvistamento, da parte di un diportista, della tartaruga in situazione di difficoltà al largo dello scoglietto di Portoferraio.

Gli operatori dell’Arpat, Giacomo Marino e Cecilia Mancusi che si trovavano in mare per il monitoraggio della Posidonia, si sono recati sul posto per dare supporto alla Capitaneria di Porto. Dopo aver riscontrato che la tartaruga marina aveva difficoltà ad immergersi, era stata recuperata e trasferita al Centro di Talamone. L’attività di recupero di questi esemplari rientra tra quelle che Arpat svolge a supporto dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (Otb) di Regione Toscana.

Al momento del ritrovamento, come spiegano dall'Arpat, la Caretta caretta, un esemplare femmina di 38 chili, con un carapace lungo 64 centimetri e largo 60, non mostrava segni di ferite o ami da lenza, ma nei giorni della degenza in vasca aveva espulso con le feci una grande quantità di materiale plastico che aveva ingerito e che ne determinava, probabilmente, la difficoltà di immersione. Purtroppo la presenza di plastica in mare è uno dei problemi che mettono a rischio la vita di questi esemplari.

Inoltre, la tartaruga aveva rivelato un’infezione sistemica, per cui era stata curata con antibiotici sino alla completa guarigione ed il recupero di tutte le funzionalità, così da essere pronta per tornare in mare.

Il 17 settembre scorso era stato tentato un primo rilascio in mare della tartaruga che, dopo la prima immersione e riemersione, aveva continuato a nuotare senza nessun problema apparente, ma non si era più immersa, come avrebbe dovuto. 

Per cui Erika CeGia è stata di nuovo recuperata, perché non corresse il rischio di venire travolta da imbarcazioni in transito. Questa volta però era stata trasportata all’Acquario di Livorno per monitorarne le funzionalità di immersione, nuoto ed apnea, e indagare a fondo su quale fosse il problema che non garantiva al momento della reintroduzione in natura un corretto comportamento dell’animale.

Quando è arrivata all' Acquario di Livorno la tartaruga marina appariva reattiva e in buono stato di nutrizione. Da un esame ecografico, è però emersa una lieve stasi enterica soprattutto a livello del colon dovuta probabilmente a fattori di origine antropica, quali la presenza di plastica nelle feci, che provocava presumibilmente sovra produzione di gas e conseguente difficoltà ad eliminarlo con il risultato che l’animale faceva più fatica ad immergersi. Perciò la tartaruga è stata curata con farmaci che hanno stimolato la motilità gastrica con l'obiettivo di farle espellere tutto il materiale estraneo.

Oggi “Erica CeGia” ha mantenuto il peso come al momento del ritrovamento e ha recuperato le sue condizioni di salute per cui si è stata ritenuta idonea al rilascio in mare.

l reinserimento in mare della tartaruga Caretta caretta “Erica CeGia” è avvenuto questa mattina a cura dello staff acquariologico e veterinario dell’Acquario di Livorno e in collaborazione con Arpat Settore Mare, Capitaneria di Porto di Livorno, il Nucleo Operativo CITES Livorno, il Comune di Livorno ed il Settore Mare di Regione Toscana.

Per il Comune di Livorno erano presenti dirigenti e funzionari del settore Ambiente (Leonardo Gonnelli, Alessio Tanda e Benedetta Balsotti) ed il responsabile del progetto Circle, Andrea Valenti.



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