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Sulle spiagge 221 rifiuti ogni 100 metri

E' Arpat a fornire i dati sui rifiuti spiaggiati censiti sull'asse costiero toscano monitorando 5 punti. Plastica e mozziconi i più frequenti

Foto di repertorio

Sono specialmente plastica e mozziconi, ma soprattutto sono in media 221 ogni 100 metri di spiaggia: in questione ci sono i rifiuti spiaggiati identificabili che Arpat ha censito con regolarità monitorando 5 punti sull'asse costiero toscano dalla Versilia in giù.

Il dato si riferisce alla media rilevata fra il 2021 e il 2025 e non è proprio del tutto esaustivo: "A questo - sottolineano infatti gli esperti dell'Agenzia regionale toscana di protezione ambientale - dobbiamo aggiungere che alcune categorie di rifiuti, come i frammenti plastici non identificabili, sono risultate quasi sempre molto abbondanti, tanto da rappresentare mediamente più del 30% dei rifiuti censiti, presentano una relativa incertezza sia nel conteggio (spesso, ad esempio, si trovano accumuli con sovrapposizione dei singoli pezzetti), sia nella classificazione e nella possibile provenienza". 

Ma insomma, per rimanere nell'ambito dei rifiuti identificabili ecco i risultati medi rilevati nell'arco di tempo 2021-2025 dai tecnici Arpat nel corso dei due monitoraggi annui effettuati nell'ambito della Strategia Marina.

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La mappa dei punti di monitoraggio e gli esiti dello stesso mostrano grande variabilità che dipende dalla presenza antropica, dalla protezione dei siti, dalla pressione generata dai volumi di presenza turistica.

Che fare? Secondo Arpat le azioni necessarie per contrastare il fenomeno sono sostanzialmente due: campagne di sensibilizzazione che orientino i cittadini a comportamenti più responsabili e contrasto alla diffusione dei cotton fioc: "Sebbene la commercializzazione dei cotton fioc con bastoncino in plastica sia stata vietata in Italia dal 2019, la loro persistenza in acqua testimonia criticità nella gestione dei rifiuti indifferenziati, delle reti fognarie e delle acque reflue e la necessità di proseguire con le attività di educazione ed informazione rivolte ai cittadini", è la riflessione degli esperti.

Più in generale: "La riduzione dei rifiuti che arrivano sulle spiagge ed in mare richiede un insieme di interventi sulle diverse fonti di pressione: dalla prevenzione della dispersione dei rifiuti nelle aree urbane e turistiche alla limitazione dei prodotti monouso, fino al contenimento degli apporti provenienti dai corsi d’acqua e dal mare".