Alberto Calamai, presidente dell Associazione Guide Ambientali Europee (Agae), in seguito ai contatti avuti durante il viaggio per Gorgona di lunedì 12 Settembre, con il presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Matteo Arcenni, gli ha inviato un documento per segnalare alcune criticità e proposte sull'accesso alle isole toscane.
TICKET PARCO ISOLE MINORI
Per Agae la questione del costo del ticket di ingresso è la più urgente e immediata, perchè andrà ad incidere pesantemente sui costi che le guide ambientali devono sostenere per i loro gruppi in visita alle isole minori.
"L’aumento del ticket di accesso a 9,00 euro per tutte le isole minori arriva infatti in concomitanza con i grossi aumenti dei biglietti del trasporto marittimo causati dall’impennata del prezzo del gasolio, che da febbraio 2026 ad oggi è praticamente triplicato. - si legge nel documento - Il timore delle guide ambientali che lavorano sulle isole minori è che la somma degli aumenti dei biglietti marittimi e di quelli annunciati dei ticket parco renderà invendibili le escursioni sulle isole minori, con una ricaduta fortemente impattante sulle loro effettive possibilità di lavoro .
Per questo motivo Agae chiede che "il Parco possa almeno rimandare l’aumento del ticket parco, in modo da non aggravare la situazione già duramente messa a repentaglio dall’aumento del costo del carburante".
LIMITAZIONI A MONTECRISTO E PIANOSA
"Negli anni scorsi, con il passaggio di consegne dai Carabinieri Forestali al Parco Nazionale per la gestione delle visite di Montecristo, la visita all’isola è stata resa una esclusiva del Parco stesso per mezzo delle Guide Parco; nello stesso periodo il Parco aveva introdotto delle limitazioni nei confronti delle Guide Ambientali anche per la fruizione di alcuni percorsi su Pianosa, in evidente contrasto con la normativa comunitaria sull’esercizio della libera professione di accompagnatore turistico ambientale. - spiega Agae - Sebbene le Sentenze n. 3965/2020 e 05315/2025 del Consiglio di Stato abbiano dichiarato illegittime le limitazioni di cui sopra, a tutt’oggi le Guide Ambientali indipendenti non vengono ancora autorizzate all’accompagnamento di gruppi a Montecristo e in alcuni percorsi di Pianosa".
Agae chiede quindi una revisione delle modalità di accesso a Montecristo e a Pianosa, in modo che vengano rispettate le sentenze del Consiglio di Stato.
SUGGERIMENTI PER EVITARE MONOPOLI NELLA GESTIONE DELLE VISITE ALLE ISOLE MINORI
"Attualmente il Parco “vende” le proprie proposte tramite il sito Infopark, offrendo all’utenza una propria immagine di sé di tipo “commerciale”, come un venditore di escursioni ed esperienze che tuttavia ha una posizione istituzionale. - spiega Agae - A poco vale che la vendita effettiva avvenga per il tramite dell’Agenzia di viaggi Il Genio del Bosco: per un comune cittadino-utente del web, il venditore è pur sempre un Parco Nazionale, con il carico di credibilità, affidabilità e autorevolezza che si associa ad un Ente Pubblico. È con questo Ente-Venditore che devono scontrarsi tutti gli altri venditori di esperienze nei territori del Parco: evidentemente la concorrenza percepita da ogni altra realtà economica, piccola o grande che sia, è una concorrenza con cui non potranno neanche confrontarsi, non solo per l’impossibilità di eguagliare le caratteristiche suddette che sono indissolubilmente legate ad un ente in quanto tale, ma anche per la visibilità di un sito web istituzionale rispetto ad un qualunque altro soggetto presente sul web con un proprio sito".
"Mentre ogni guida fatica a raccogliere un numero sufficiente di adesioni per poter almeno confermare il gruppo con un minimo di margine economico, le escursioni vendute tramite il Parco sono quasi sempre al completo, - lamenta Agae - senza neanche la necessità di fare operazioni di marketing supplementari".
"Anche a fronte del previsto aumento del ticket d’accesso alle isole minori, molto probabilmente nessuna singola guida ambientale, o agenzia di viaggio che utilizzi guida ambientale libero professionista, riuscirebbe a raccogliere il numero minimo di partecipanti per poter confermare un gruppo, e finirebbe per doversi indirizzare ad altri territori, laddove il Parco, con la sua visibilità, riuscirebbe probabilmente a raccogliere lo stesso numero di partecipanti senza problemi. - prosegue Agae - Questo scenario porterebbe ad accentrare ulteriormente la gestione delle visite, ma anche a perdere quella che in natura definiamo “biodiversità”, ovvero la possibilità di avere un panorama molto più variegato e diversificato di proposte che vanno ad arricchire l’offerta di esperienze all’interno di un territorio, e alla fine a svolgere quel compito prezioso, anche se non primario, che un Parco dovrebbe svolgere, ovvero quello della promozione sostenibile e responsabile del territorio stesso, sia nel contesto della tutela ambientale che della sostenibilità anche economica del sistema “territorio”, fatto di ambiente ma anche di piccoli operatori che del territorio vivono".
"Per evitare la situazione di “monopolio” attualmente a carico dell’Agenzia Genio del Bosco, riteniamo che una frammentazione di tale carico non avrebbe carattere risolutivo, bensì solamente di ridimensionamento e frazionamento del monopolio, creando di fatto tanti piccoli “monopoli” al posto di uno solo più grande. - spiega Agae - Il nostro suggerimento sarebbe quello di ripristinare radicalmente le funzioni del Parco, restituendogli la sua primaria funzione di tutela dell’ambiente e di promozione responsabile del territorio, e lasciando al mondo delle agenzie di viaggio e delle professioni del turismo in genere il compito di venderle, con in più l’onere o la possibilità di adeguarsi alle finalità del Parco. Le opportunità di visibilità che ad oggi vengono conferite solo all’agenzia di viaggi Genio del Bosco potrebbero essere aperte a qualunque altro operatore del settore: agenzie di viaggio, compagnie di navigazione o guide ambientali professioniste che lavorano in modo autonomo".
"Anziché selezionare un unico operatore tramite un bando pubblico, il Parco potrebbe assumere del personale con l’incarico di promuovere tra tutti gli operatori interessati la produzione di singole esperienze/escursioni e successivamente di vagliare le proposte che risultino più in linea con le finalità del Parco, in modo da pubblicarle sul sito istituzionale, come una vera “vetrina” digitale.
In questo modo ogni operatore potrebbe avvalersi della pubblicità offerta dal Parco solo se aderente alle finalità del Parco o solo con quelle proposte che più le rappresentano", prosegue Agae.
"Questa opportunità potrebbe funzionare anche come incentivo per gli operatori economici a produrre esperienze sempre più conformi alle esigenze del Parco e per le guide ambientali stesse a partecipare ad eventuali seminari di aggiornamento e formazione promossi dall’Ente, come ulteriore certificazione di qualità da spendere nella promozione dei propri itinerari".